ClickCEOP, il pulsante tutela minori di Facebook

22nd July 2010  |  pubblicato in Uncategorized

27526_131381790214078_4254_nQuesta settimana la versione inglese di Facebook ha introdotto un plugin che permette di segnalare in modo rapido abusi e molestatori. Il software sarà disponibile per tutti gli utenti in modalità gratuita.

ClickCEOP è un nuovo plugin aggiuntivo di Facebook che permette di segnalare in modo facile e tempestivo abusi e molestatori. Da questa settimana gli utenti inglesi avranno la possibilità di installarlo gratuitamente su ogni PC.

Il programma, ribattezzato “Panic Button“, permette un rapido raggiungimento della pagina abusi del CEOP (Child Exploitation and Online Protection Centre) dove si possono “denunciare” comportamenti scorretti e molestie. Facebook ha deciso di adottare questo ulteriore sistema di protezione grazie alle pressioni ricevute dalle autorità britanniche in seguito a casi di Cronaca piuttosto gravi che hanno visto il noto social network coinvolto.

CEOP avrebbe preferito che il plugin fosse obbligatorio e autoinstallante. L’approccio di Facebook è invece far conoscere il CEOP e sensibilizzare sulla sicurezza online, in modo da istruire gli utenti prima di installare il software, sottolineando che la chiave per la sicurezza dei bambini non è offrire un nuovo strumento di segnalazione, ma è l’educazione.

Facebook ha inoltre ricordato che uno strumento per la segnalazione abusi esiste già, e che per merito suo in passato sono state chiuse numerose pagine. Per questo motivo ha lasciato il programma giustamente pubblicizzato, ma l’installazione è opzionale.

E fuori dal Regno Unito? Secondo la deputata del PDL Barbara Saltamartini, responsabile delle pari opportunità, questo dispositivo non dovrebbe essere limitato solo all’Inghilterra. “Credo che sarebbe opportuno estendere questo progetto a tutti gli stati europei, realizzando una collaborazione fra Facebook e le associazioni nazionali che si occupano di tutela dei minori”, ha dichiarato la deputata.

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Doodle for Google: il logo vincitore del concorso internazionale

13th July 2010  |  pubblicato in partecipazione

il logo vincitore

Lo scorso aprile il colosso informatico di Mountain View ha annunciato il particolare concorso Doodle for Google - I love football, con la principale finalità di coinvolgere gli utenti per la realizzazione di un logo dedicato ai prossimi Mondiali di Calcio. A tutti i partecipanti di età compresa tra i quattro ed i diciassette anni, era stata chiesta la personalizzazione del classico stemma di Google inerente al World Cup Championship senza però in alcun modo simboleggiare una delle nazioni partecipanti. Le partecipazioni allo straordinario concorso sono state numerose.

Inizialmente il pubblico di ben 17 Paesi è stato chiamato a votatore per il suo doodle locale preferito, che ha portato alla selezione di altrettanti 17 vincitori nazionali che hanno avuto la possibilità di sostituire il logo sulla homepage del famoso motore di ricerca per un giorno intero. Lo scorso 14 giugno, sul sito italiano campeggiava l’immagine realizzata da Manuel Colarusso (sotto).
il logo italiano

il logo italiano

Tutti i vincitori locali sono poi stati riuniti per una nuova selezione per così conoscere il vincitore internazionale che avrebbe avuto la possibilità di mostrare il proprio logo durante la giornata della tanto attesa finale di questi mondiali del Sudafrica che vedrà impegnate in un durissimo scontro l’Olanda e la Spagna.
Il logo vincitore è stato realizzato da Barbara Szpirglas, una ragazzina francese di appena 14 anni che ha presentato un logo interamente ispirato ai tramonti africani con in penombra tre soggetti impegnati a giocare a calcio.
Fonte: www.trackback.it
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Continua il lavoro del Centro Italiano per la Sicurezza in Internet, per promuovere l’utilizzo sicuro e responsabile dei nuovi media tra i minori

1st July 2010  |  pubblicato in EASY4, comitato consultivo, eventi

easy-smallIl 18 giugno, presso la sede dell’ISCOM - Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione - del Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuto l’incontro del Comitato Consultivo afferente al Centro Italiano per la Sicurezza in Internet, coordinato in Italia da Save the Children in collaborazione con Adiconsum, e che si avvale del co-finanziamento della Commissione europea nell’ambito del programma Safer Internet, il principale piano di intervento della Commissione Europea in materia di Nuovi Media e tutela dei minori.

Il Centro Italiano per la Sicurezza in Internet si propone di promuovere un utilizzo sicuro e responsabile dei nuovi media tra i più giovani, contrastando la diffusione di pratiche illecite on line (in particolare la pedopornografia) a danno dei minori stessi.

E’ in fase di finalizzazione l’adesione del Ministero per lo Sviluppo Economico –  Dipartimento Comunicazioni al Comitato stesso.

Dalla sua costituzione –  dapprima come singolo progetto, nel 2001, in seguito allargatosi a diversi progetti su temi specifici, sempre afferenti l’ambito dei nuovi media, fino ad assumere, nel 2007, la forma di un programma unico - il Centro ha avuto modo di crescere e ampliare i suoi campi d’azione, anche grazie al sostegno ottenuto da numerose parti e alle sinergie attivate con i membri del Comitato Consultivo. Il Comitato rappresenta un tavolo di lavoro aperto che riunisce, attraverso un approccio multistakeholder, tutti quegli attori - istituzioni, associazioni, enti locali, industria, media, università - che, a vario titolo e con diverse expertise,  hanno a cuore e perseguono la sicurezza della Rete per l’infanzia e l’adolescenza e si avvale di un Tavolo Promotore il cui  compito è di facilitare e stimolare i lavori del Comitato stesso.

Al Tavolo Promotore partecipano, oltre Save the Children e Adiconsum, il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet, istituito presso la Polizia Postale e delle Comunicazioni – Ministero dell’Interno, Telecom Italia e  osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità.

La riunione plenaria del 18 giugno ha consentito di illustrare brevemente i risultati finora raggiunti, con l’obiettivo di creare le condizioni per l’individuazione e l’attuazione di strategie condivise, di lungo termine, negli ambiti rilevanti per la tutela dei minori nell’utilizzo dei nuovi media come ad esempio l’educazione, la sensibilizzazione e la policy.

La riunione ha visto la presenza di rappresentanti delle Istituzioni, i già citati Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento  per le Comunicazioni l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile presso il Dipartimento per le Pari Opportunità, il Centro per il Contrasto delle pedopornografia in Internet presso la Polizia Postale e delle Comunicazioni assieme al Comitato Media e Minori, includendo anche rappresentanti di Istituzioni locali come il Comune di Lissone e la Provincia di Trento, di aziende del settore delle telecomunicazioni e dell’informatica  -  Vodafone Italia, Telecom Italia, Wind, Google Italia, Microsoft, Skuola.net, Fastweb e l’Associazione Editori Software Videoludico Italiana - AESVI -, di Università e Centri di Ricerca: ilCentro di Ricerca  per l’Educazione ai Media all’informazione e alla tecnologia - CREMIT, il Centro di ricerca sui Media e la comunicazione - OSSCOM, l’Osservatorio Media Monitor dell’Università La Sapienza - di Organizzazioni e Fondazioni attive sulle tematiche trattate: il Coordinamento Genitori Democratici - CGD, il Coordinamento Italiano dei Centri Contro il maltrattamento e L’abuso - CISMAI, l’Associazione Media educazione comunità, l’Associazione Italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione - MED, la Fondazione Mondo Digitale, la Fondazione Mondo Bambino, la Società Italiana di Pediatria ed i responsabili della rivista Un pediatra per Amico, EDITEAM – gruppo editoriale in editoria medico scientifica, e la RAI – RAI Tre Bambini.

La prossima riunione del Comitato è prevista per novembre 2010.

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Più educazione, più sicurezza online

15th June 2010  |  pubblicato in EASY4, ricerche

easy4La vita reale e quella online non sono separate e i filtri hanno numerosi limiti nella protezione dei bambini. Genitori, educatori e politici lo devono tenere in considerazione.

Queste sono le principali raccomandazioni emerse dal rapporto che l’Online Safety and Technology Working Group, il comitato sulla sicurezza online creato dal congresso americano, ha elaborato dopo uno studio approfondito.

Secondo Hemanshu Nigam, coordinatore dello studio ed ex capo della sicurezza online per MySpace, finora ci si è troppo focalizzati sui filtri per per evitare l’accesso a siti pornografici e l’incontro con sconosciuti potenzialmente pericolosi. Quello di cui hanno bisogno, è concentrarsi su un processo educativo continuo che permetta un’adeguata gestione dei rischi.

Importante è anche evitare di spaventare i figli o studenti, presentando il web come strumento e non come minaccia.

Sono conferme importanti per Easy, che da anni sostiene quanto affermato dall’Online Safety and Technology Working Group.

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L’esperto: “Dipendenze digitali possono provocare astinenza fisica”

31st May 2010  |  pubblicato in Uncategorized

dipendenza da internetRiportiamo un articolo di Andrea Chatrian comparso su “La stampa” a proposito delle dipendenze dai Nuovi Media.

AOSTA

«Dipendenze digitali». Gli specialisti come lo psichiatra Lindo Ferrari, direttore del Sert di Aosta, le chiamano così. Ferrari è a capo di uno dei centri italiani all’avanguardia nella cura delle nuove dipendenze, dove da due anni si cerca di curare anche i “tossici” del telefonino, di Internet o dello shopping.

Dottor Ferrari, come si può riconoscere una dipendenza da consolle?

«Dal comportamento compulsivo, anche se è difficile individuare questi problemi prima che esplodano: non è ancora stata tracciata una chiara linea di confine che ci dica quando è necessario intervenire. E inoltre sono fenomeni molto nascosti, sommersi dietro un comportamento diffuso e accettato: non c’è niente di strano o di male nell’uso dei videogiochi, di Internet o del cellulare. Il problema è quando si esagera e si perde il controllo. All’origine di queste “dipendenze senza sostanze” ci sono meccanismi e sostrati biologici molto simili a quanto accade con il gioco d’azzardo. Chi ne soffre, quando è in astinenza sta male anche fisicamente. Come succede con le droghe “classiche”».

Come si cura?

«Finora i risultati migliori vengono dal lavoro psicologico, dai gruppi di autoaiuto sulla falsariga, ad esempio, di quelli degli Alcolisti anonimi. Ma c’è ancora molto da scoprire perché la letteratura scientifica è recente e scarsa: si sta ancora cercando di capire quale sia il modo migliore per trattare queste dipendenze. Inoltre non è ancora chiaro se queste situazioni siano campanelli d’allarme per altri tipi di dipendenza: di certo i ragazzi che abbiamo avuto in cura soffrivano anche di altri problemi».

Cosa possono fare i genitori?

«E’ importante che si accorgano che qualcosa non va prima che sia troppo tardi e il problema diventi difficile da gestire. E molto spesso non succede. Serve buonsenso, prima di tutto. Consigliamo di regolare il tempo dei ragazzi per evitare che trascorrano troppo tempo giocando al computer e allo stesso tempo di facilitare la scoperta di nuovi interessi. Anche a costo di essere severi. Bisogna far capire ai genitori che ogni comportamento, quando diventa troppo intensivo, rischia di sfociare in una patologia. La maggior parte delle segnalazioni, poi, ci arrivano dalle scuole: dopo il papà e la mamma, gli insegnanti sono il primo punto di osservazione».

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EDUCAZIONE E MEDIA

29th April 2010  |  pubblicato in eventi

educazione e mediaTroppo tempo davanti alla TV?

Mi compri il cellulare?

Devo andare in internet per una ricerca

Posso iscrivermi a Facebook?

Sono situazioni che prima o dopo capitano in tutte le famiglie e non sempre ci si sente preparati per dare risposte…

Giovedì 29 Aprile – Ore 20.45

Come rispondere alle domande degli educatori: le regole e la responsabilità

Elisabetta Papuzza (Save The Children) psicologa, Area minori e nuovi media

Presso l’Aula Magna IC 21 Madonna di Campagna

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Conferenze educazione e nuovi media

26th April 2010  |  pubblicato in EASY4, eventi  |  un commento

Save the Children Italia e il Coordinamento Genitori Democratici (CGD) in collaborazione col centro famiglie villa Lais presentano:

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  • Piste educative per genitori e docenti.

Lunedì 26 aprile ore 17.00 – 19.00

c/o la Scuola Elementare Ada Negri, via Latina n. 303

Incontro sul ruolo educativo degli adulti nel favorire un utilizzo positivo e responsabile dei nuovi media (internet e cellulari, etc.) prevenendo comportamenti rischiosi.

È gradita la prenotazione: Tel 06 7802615

  • Educare alle relazioni e ai sentimenti nella nuova “piazza virtuale”.

Martedì 11 Maggio ore 17.00 – 19.00

Incontro interattivo di riflessione e approfondimento sui nuovi media a partire dalle esperienze dei partecipanti.

c/o il Centro Famiglie Villa Lais, p.zza G. Cagliero n. 20

Rivolto preferibilmente ai partecipanti al primo incontro.

Per info e prenotazioni: Tel 06 7802615

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Facebook: no al pulsante anti-stupro in homepage

30th March 2010  |  pubblicato in protezione, social network

Facebook dice no alla richiesta del governo di Sua Maestà di installare nella pagina del profilo di ciascun utente, e nella homepage del sito, un “panic button”, un pulsante di emergenza da cliccare per segnalare presunti adescamenti di minori da parte di pedofili e altri malintenzionati. Il rifiuto sta creando parecchie polemiche, in Gran Bretagna dove è ancora fresco il ricordo della tragica morte di Ashleigh Hall, una diciassettenne adescata sul network, violentata e poi uccisa dallo stupratore seriale Peter Chapman.

Il governo aveva chiesto agli amministratori del popolare social network che il “panic button” fosse collegato al sito del Child Exploitation and Online Protection Center (Ceop), un ente specializzato nella prevenzione di abusi di questo genere e, in un primo tempo, i responsabili avevano fatto sapere di non avere alcuna obiezione in merito. Salvo ritornare sui propri passi pochi giorni dopo. Tuttavia, la marcia indietro è soltanto parziale, dato che Facebook ha confermato che aggiungerà dei link diretti al sito del Ceop e di altre organizzazioni similari al termine della procedura interna di segnalazioni degli abusi. Il pulsante anti-panico verrà inoltre probabilmente installato nel centro di assistenza del network.

Secondo i dirigenti del Ceop, però tutto ciò non sarebbe sufficiente. La loro organizzazione riceve oltre 500 denunce al mese per fatti riguardanti cyber bullismo, pornografia online e altro materiale sconveniente e a gennaio 2010, il 75% delle lamentele ricevute, gran parte delle quali relative a tentati adescamenti, ha riguardato proprio Facebook. Un portavoce dell’azienda ha comunque difeso il sistema di segnalazione sviluppato in questi anni dal sito, un sistema, ha dichiarato alla Bbc “in grado di gestire tutti i tipi di potenziali abusi, dalle più piccole violazioni del regolamento, fino alle rarissime faccende più gravi, che vengono rapidamente portate all’attenzione delle forze dell’ordine”. Quanto al caso Hall, i responsabili del network si sono detti “profondamente amareggiati”.

Il segretario di Stato Alan Johnson ha sottolineato come, a suo parere, “l’azienda dovrebbe porre l’aumento della protezione per i minorenni davanti ad ogni altra considerazione” e ha annunciato che a breve, il 12 aprile a Washington, si terrà un altro meeting fra i responsabili del sito e quelli di Ceop, per discutere di nuovo dell’argomento.

Fonte: lastampa

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Facebook dirà dove sei

27th March 2010  |  pubblicato in Uncategorized  |  un commento

Secondo il New York Times da Aprile Facebook potrebbe far sapere agli altri dove ci troviamo quando accediamo al social network.

La parola per indicare questo tipo di servizio, sempre più diffuso, è geolocalizzazione. L’ultima versione della privacy prevede già un paragrafo apposta: “Informazioni sulla posizione. Quando condividi con altre persone la posizione in cui ti trovi o aggiungi una posizione geografica a qualcosa che pubblichi, trattiamo tali informazioni come qualsiasi altro contenuto da te pubblicato (ad esempio, tali informazioni sono soggette alle tue impostazioni sulla privacy). Se offriamo servizi che supportano questo tipo di strumenti per la condivisione della posizione, ti verrà offerta la possibilità di confermare o meno la tua accettazione.” Sarà dunque possibile scegliere se far sapere o meno dove ci troviamo. Ma perchè farlo sapere?

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La sicurezza dei cittadini in rete

18th March 2010  |  pubblicato in eventi, truffe

Oggi si svolge nel corso del security summit di Milano la Tavola rotonda: “La sicurezza dei cittadini in rete, cui partecipaerà Cristiana de Paoli,  coordinatrice dell’Area Minori e Nuove Tecnologie di Save the Children Italia.

La tavola rotonda metterà a confronto le Istituzioni, le associazioni dei consumatori e gli esperti del settore per parlare di sicurezza in rete per i cittadini. Argomenti principali sono: tutela dei minori, furto di identità, transazioni online, e-government.
Quello della sicurezza informatica è un tema di grande attualità, che coinvolge tanto i professionisti del settore quanto i cittadini.

interverranno:

- Gigi Tagliapietra, presidente Clusit (moderatore)
- Antonio Apruzzese, direttore della polizia Postale e delle Comunicazioni
- Cristiana de Paoli, coordinatrice dell’Area Minori e Nuove Tecnologie di Save the Children Italia
- Stefano Quintarelli, blogger
- Sergio Veroli, presidente Consumers’ Forum e vice presidente Federconsumatori

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