Facebook: no al pulsante anti-stupro in homepage
March 30th, 2010 | pubblicato in sicurezza, social network
Facebook dice no alla richiesta del governo di Sua Maestà di installare nella pagina del profilo di ciascun utente, e nella homepage del sito, un “panic buttonâ€, un pulsante di emergenza da cliccare per segnalare presunti adescamenti di minori da parte di pedofili e altri malintenzionati. Il rifiuto sta creando parecchie polemiche, in Gran Bretagna dove è ancora fresco il ricordo della tragica morte di Ashleigh Hall, una diciassettenne adescata sul network, violentata e poi uccisa dallo stupratore seriale Peter Chapman.
Il governo aveva chiesto agli amministratori del popolare social network che il “panic button†fosse collegato al sito del Child Exploitation and Online Protection Center (Ceop), un ente specializzato nella prevenzione di abusi di questo genere e, in un primo tempo, i responsabili avevano fatto sapere di non avere alcuna obiezione in merito. Salvo ritornare sui propri passi pochi giorni dopo. Tuttavia, la marcia indietro è soltanto parziale, dato che Facebook ha confermato che aggiungerà dei link diretti al sito del Ceop e di altre organizzazioni similari al termine della procedura interna di segnalazioni degli abusi. Il pulsante anti-panico verrà inoltre probabilmente installato nel centro di assistenza del network.
Secondo i dirigenti del Ceop, però tutto ciò non sarebbe sufficiente. La loro organizzazione riceve oltre 500 denunce al mese per fatti riguardanti cyber bullismo, pornografia online e altro materiale sconveniente e a gennaio 2010, il 75% delle lamentele ricevute, gran parte delle quali relative a tentati adescamenti, ha riguardato proprio Facebook. Un portavoce dell’azienda ha comunque difeso il sistema di segnalazione sviluppato in questi anni dal sito, un sistema, ha dichiarato alla Bbc “in grado di gestire tutti i tipi di potenziali abusi, dalle più piccole violazioni del regolamento, fino alle rarissime faccende più gravi, che vengono rapidamente portate all’attenzione delle forze dell’ordineâ€. Quanto al caso Hall, i responsabili del network si sono detti “profondamente amareggiatiâ€.
Il segretario di Stato Alan Johnson ha sottolineato come, a suo parere, “l’azienda dovrebbe porre l’aumento della protezione per i minorenni davanti ad ogni altra considerazione†e ha annunciato che a breve, il 12 aprile a Washington, si terrà un altro meeting fra i responsabili del sito e quelli di Ceop, per discutere di nuovo dell’argomento.
Fonte: lastampa



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