L’esperto: “Dipendenze digitali possono provocare astinenza fisica”
May 31st, 2010 | pubblicato in Uncategorized
Riportiamo un articolo di Andrea Chatrian comparso su “La stampa” a proposito delle dipendenze dai Nuovi Media.
AOSTA
«Dipendenze digitali». Gli specialisti come lo psichiatra Lindo Ferrari, direttore del Sert di Aosta, le chiamano così. Ferrari è a capo di uno dei centri italiani all’avanguardia nella cura delle nuove dipendenze, dove da due anni si cerca di curare anche i “tossici†del telefonino, di Internet o dello shopping.
Dottor Ferrari, come si può riconoscere una dipendenza da consolle?
«Dal comportamento compulsivo, anche se è difficile individuare questi problemi prima che esplodano: non è ancora stata tracciata una chiara linea di confine che ci dica quando è necessario intervenire. E inoltre sono fenomeni molto nascosti, sommersi dietro un comportamento diffuso e accettato: non c’è niente di strano o di male nell’uso dei videogiochi, di Internet o del cellulare. Il problema è quando si esagera e si perde il controllo. All’origine di queste “dipendenze senza sostanze†ci sono meccanismi e sostrati biologici molto simili a quanto accade con il gioco d’azzardo. Chi ne soffre, quando è in astinenza sta male anche fisicamente. Come succede con le droghe “classicheâ€Â».
Come si cura?
«Finora i risultati migliori vengono dal lavoro psicologico, dai gruppi di autoaiuto sulla falsariga, ad esempio, di quelli degli Alcolisti anonimi. Ma c’è ancora molto da scoprire perché la letteratura scientifica è recente e scarsa: si sta ancora cercando di capire quale sia il modo migliore per trattare queste dipendenze. Inoltre non è ancora chiaro se queste situazioni siano campanelli d’allarme per altri tipi di dipendenza: di certo i ragazzi che abbiamo avuto in cura soffrivano anche di altri problemi».
Cosa possono fare i genitori?
«E’ importante che si accorgano che qualcosa non va prima che sia troppo tardi e il problema diventi difficile da gestire. E molto spesso non succede. Serve buonsenso, prima di tutto. Consigliamo di regolare il tempo dei ragazzi per evitare che trascorrano troppo tempo giocando al computer e allo stesso tempo di facilitare la scoperta di nuovi interessi. Anche a costo di essere severi. Bisogna far capire ai genitori che ogni comportamento, quando diventa troppo intensivo, rischia di sfociare in una patologia. La maggior parte delle segnalazioni, poi, ci arrivano dalle scuole: dopo il papà e la mamma, gli insegnanti sono il primo punto di osservazione».



