Newsletter N° 2 del 5 Agosto 2009
| EASY INCONTRA |
.
Educa è l’incontro nazionale che rimette l’educazione al centro della riflessione e dell’agire quotidiano che si terrà a Rovereto (TN) dal 25 al 27 settembre. La manifestazione propone l’educazione come passione per il futuro, perché educare significa guardare al domani con speranza e consapevolezza, entusiasmo e responsabilità , sogni ed emozioni. Con l’obiettivo di rimettere al centro della riflessione l’educazione che rende l’uomo competente e consapevole, la persona libera e creativa, il cittadino responsabile e dotato di senso civico, e la comunità accogliente e capace di futuro.
Nel 20° anniversario dell’approvazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, EDUCA vuole rimettere al centro l’enorme sfida dei diritti per verificarne anche i rovesci: le violazioni ancor oggi troppo estese e le responsabilità che ogni diritto porta con sé. Sarà anche occasione per conoscere le esperienze positive e innovative che molti attori stanno realizzando con bambini e ragazzi nei diversi territori. Ecco perché EASY parteciperà a quest’edizione, portando il grande bagaglio di esperienza accumulato in anni di attività e di lavoro diretto coi ragazzi in tutta Italia, soprattutto attraverso l’EASYtour. Nella nostra visione, le Nuove Tecnologie sono un insostituibile spazio di confronto, scoperta, socializzazione, crescita, studio e divertimento. Per i ragazzi, un territorio particolarmente congeniale allo sviluppo della dimensione sociale e all’arricchimento personale. Affinché i ragazzi possano muoversi indipendenti e sicuri, però, è fondamentale offrire loro una corretta educazione alle nuove tecnologie nel rispetto dei loro diritti. Tutti questi elementi sono confluiti all’interno del manuale “Educazione e Nuovi Media, diritti e responsabilità verso una cittadinanza digitale†che verrà presentato in un laboratorio per insegnanti.
Inoltre saremo presenti, come stop-it, nel seminario NON ACCETTARE CARAMELLE DAGLI SCONOSCIUTI, che tratterà il problema della pedopornografia, ma anche la questione dell’educazione non, o non solo, come diffidenza, ma, come è dal nostro punto di vista, in un’ottica di prevenzione, come educazione all’affettività e alla sessualità in maniera positiva per la costruzione delle relazioni.
Visita il sito
| EASY PROTEGGE E PREVIENE |
SOCIAL NETWORK: INDICAZIONI DEL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
Il Garante dei dati personali ha pubblicato un opuscolo informativo dal titolo “Social network: attenzione agli effetti collaterali†che è reperibile in formato elettronico a questo indirizzo
Con questo documento vengono fornite le informazioni di base che riguardano dapprima i social network. Non tutti sanno cosa siano i social network, pertanto la predetta guida chiarisce inizialmente in cosa essi consistano.
Con il termine “social network†s’intende fare riferimento a “piazze virtualiâ€, ossia luoghi presenti su internet dove più persone possono incontrarsi, proprio come una vera piazza di città , e scambiare informazioni, pareri, opinioni, dati, foto, ecc.
Il soggetto che intende essere presente sul social network deve aprire o creare un profilo che contiene le informazioni personali.
Il Garante, precisa che “Quando inserisci i tuoi dati personali su un sito di social network, ne perdi il controllo. I dati possono essere registrati da tutti i tuoi contatti e dai componenti dei gruppi cui hai aderito, rielaborati, diffusi, anche a distanza di anni. A volte, accettando di entrare in un social network, concedi all’impresa che gestisce il servizio la licenza di usare senza limiti di tempo il materiale che inserisci on-line… le tue foto, le tue chat, i tuoi scritti, i tuoi pensieriâ€.
S’immagini che tutte le attività svolte sul social network sono potenzialmente disponibili ad una infinità di persone secondo questo principio: a) ai miei dati accedono solo i miei amici; b) se uno dei miei dati viene in possesso di uno dei miei amici (e non posso impedirlo, salvo impostando la massima restrizione del mio profilo, ma con le precisazioni più avanti indicate), tutti gli amici dei miei amici e gli amici degli amici a loro volta potranno vedere i miei dati. In sostanza i dati di un soggetto possono potenzialmente essere diffusi sulla piattaforma del social network con effetto moltiplicatore all’infinito.
Bene. L’utente del social network decide di impostare il proprio profilo al minimo, evitando in questo modo di essere contattato da altri. Questa soluzione non è quella definitiva e corretta per i seguenti motivi: la finalità del social network è quella di creare una rete (appunto un network) di contatti con i quali interagire; se imposto il mio profilo al minimo non avrò la possibilità di essere visibile sul social network e quindi di essere aggiunto alla lista di contatti di altri amici. Resta solo una possibilità che sia io a gestire le amicizie, chiedendo direttamente l’adesione al mio network. Questa soluzione fa sì che i miei amici che sono entrati nel mio network perché da me invitati possono vedere i miei dati e qui si ripropone quanto detto sopra. Se, al contrario decidessi di aprire un profilo e di non consentire a nessuno di entrare nel mio network non avrebbe senso la mia presenza sulla “piazza virtuale†non avendo alcun amico. È come essere invisibile in una piazza reale, oppure essere visibile ma rifiutare il dialogo ed il contatto con gli altri.
Pertanto, il Garante aggiunge: “Il miglior difensore della tua privacy sei tu. Rifletti bene prima di inserire on-line dati che non vuoi vengano diffusi o che possano essere usati a tuo danno. Segnala al Garante le eventuali violazioni affinché possa intervenire a tua tutelaâ€.
Ciò posto, quali soluzioni e/o accortezze possono essere adottate dall’utente del social network ?
La prima soluzione è quella suggerita di inviare una segnalazione al Garante.
La seconda soluzione è quella preventiva evitando, cioè, di non pubblicare informazioni troppo riservate (spesso non si fa molta attenzione al termine “troppo†posto che alcuni, sbagliando, ritengono di non avere dati riservati). Un discorso a parte meritano le foto. Molte persone pubblicano numerose fotografie sul proprio profilo: questo è un rischio elevato. Dapprima l’utente del social network che pubblica una o più foto in cui sono presenti altri soggetti dovrebbe chiedere il consenso a tali soggetti che potrebbero essere presenti sul social network a loro insaputa. Non sono immaginabili le conseguenze di una pubblicazione di foto sul social network qualora le stesse vengano utilizzate in maniera illecita o, comunque, per scopi non conformi a quelli di chi le ha originariamente pubblicate.
S’immagini poi all’ipotesi di un furto d’identità con il quale malintenzionati sottraggono fotografie (il che è semplice da realizzare) e i dati personali presenti sui profili degli utenti; in questo modo vengono create false identità e falsi profili. Il Garante mette in guardia gli utenti affermando: “Attenzione ai falsi profili. Basta la foto, il nome e qualche informazione sulla vita di una persona per impadronirsi on-line della sua identità . Sono già molti i casi di attori, politici, persone pubbliche, ma anche di gente comune, che hanno trovato su social network e blog la propria identità gestita da altriâ€.
In conclusione, senza creare falsi allarmismi, i social network sono risorse utili come l’intera rete internet, ma è necessario che ciascuno ne faccia un uso intelligente prestando soprattutto attenzione ai propri dati personali.
| EASY CONSUMA |
COMUNICARE IN EUROPA: CON IL CELLULARE E ATTRAVERSO INTERNET…

Si avvicinano le vancanze estive e con esse anche i dubbi e le incertezze su come comunicare dall’estero verso casa e viceversa, con i propri parenti, amici, colleghi. Ecco alcune informazioni pratiche e suggerimenti che potranno esservi utili per utilizzare il vostro cellulare o Internet in tutto il territorio europeo.
Cominciamo con lo spiegare che cos’è il roaming, nazionale ed internazionale, ossia quel processo che permette all’utente di utilizzare una rete mobile di un operatore di telefoni cellulari alternativo a quello con cui è legato da contratto. Ciò può accadere quando ci si trova all’estero e il proprio operatore telefonico non ha una rete di sua proprietà , oppure quando ci si trova nel paese di origine dell’operatore telefonico ma quest’ultimo non ha una copertura totale del territorio nazionale.
Il servizio roaming è possibile in quanto gli operatori di rete mobile stipulano fra di loro accordi per permettere all’utente di passare su una rete alternativa, quando non vi è copertura del gestore di appartenenza. Ciò, comunque, non esclude che il proprio punto di riferimento resti il gestore della SIM card al quale si è legati dal vincolo contrattuale. Infatti in caso di reclamo, questo va presentato al proprio gestore, con le modalità previste dalla carta dei servizi.
Prima di partire bisogna accertarsi che il proprio telefono cellulare sia in grado di utilizzare le frequenze di trasmissione utilizzate all’estero e poi, bisogna chiedere al proprio gestore le tariffe applicate fuori dall’Italia, anche se, grazie al regolamento europeo sul roaming divenuto legge vincolante in tutti gli Stati membri, da luglio 2007 è stato fissato un tetto massimo alle tariffe per le chiamate effettuate all’estero (0,49 €/min + IVA) e ricevute dall’estero (0,24 €/min + IVA), cd. “euro tariffeâ€, a meno che si sia optato per pacchetti speciali offerti dagli operatori. Quest’ultimi quindi devono farsi concorrenza al di sotto di questi prezzi ed hanno obblighi di trasparenza sugli stessi in modo da permettere ai propri clienti di individuare facilmente le migliori tariffe e di sapere il prezzo da pagare quando sono in viaggio e utilizzano il servizio di roaming.
A partire da questa estate (1°luglio 2009), inoltre, c’è un ulteriore novità : le tariffe di roaming per le chiamate effettuate al e ricevute dall’estero hanno subito un’ulteriore calo (massimo 0,43 €/min + IVA per le prime e 0,19 €/min + IVA per le seconde). Inoltre, la riduzione dei costi non riguarda solo il roaming vocale ma anche l’invio di SMS dall’estero (non oltre 0,11 centesimi + IVA) - mentre riceverli continuerà ad essere gratis - e anche il traffico dei servizi dati (navigare in rete, scaricare film, immagini, video da cellulare o PC all’estero). La Commissione Europea ha stabilito un tetto massimo di 1 € + IVA per megabyte (MB) trasferito/scaricato e l’obbligo per gli operatori di informare gratuitamente i loro clienti sulle tariffe di roaming non appena si recano in un altro Stato membro e utilizzano i servizi di dati.
Infine, entro marzo 2010, entrerà in vigore un meccanismo di blocco quando la bolletta raggiunge 50 euro + IVA, o un’altra soglia a scelta del consumatore, di traffico voce/sms o dati (megabyte), ciò al fine di evitare che giungano ai consumatori bollette con costi imprevedibili o elevatissimi.
Per maggiori informazioni visitare il sito
| EASY INFORMA |
LA PROPOSTA DI MICROSOFT SUI BROWSER AVANZATA ALLA COMMISSIONE EUROPEA
A ottobre sarà possibile acquistare la versione 7 di Windows, meglio nota come Windows 7. Cos’è questo Windows 7 ? È il nuovo sistema operativo della Microsoft che sostituirà Windows Vista.
Com’è noto ai consumatori, il sistema operativo di Microsoft viene venduto quasi sempre unitamente all’acquisto di un PC, imponendo – di fatto – all’utente di non poter scegliere alternative software da utilizzare. Ciò ha determinato l’apertura di procedimento dinanzi all’Autorità Antitrust europea per presunta concorrenza sleale.
Tra gli aspetti controversi spicca quello del browser Microsoft (Internet Explorer) che sino alla versione di Windows Vista costituiva parte integrante del sistema operativo tanto da non poter essere disinstallato e/o usato in maniera autonoma rispetto al sistema operativo. Tutta questa situazione aveva indotto Microsoft ad assumere una decisione: il futuro Windows 7 avrebbe dovuto essere fornito privo del browser Internet Explorer, lasciando così all’utente la libertà di scegliere quale browser utilizzare.
In realtà , al di là della decisione di Microsoft, è opportuno precisare che il nuovo Windows 7 avrà un’architettura completamente differente rispetto ai precedenti sistemi operativi, tanto che non sarà possibile fare un’upgrade – un aggiornamento – del sistema, ma si renderà necessaria una nuova installazione. Ciò determinerà la formattazione dell’hard disk sul quale è installata una precedente versione di Windows. In sostanza, non si potrà beneficiare – come in passato – dell’upgrade automatico, poiché sarà necessario installare Windows 7 ex novo. La Microsoft spiega che si tratta di una conseguenza tecnica connessa, poiché da questa versione di Windows (cioè la 7) il browser non sarà più parte integrante del sistema operativo. L’utente sarà , pertanto, libero di utilizzare il browser che vorrà .
Alla luce di queste vicende, recentemente la Microsoft ha avanzato una proposta alla Commissione Europea: il nuovo sistema operativo verrà fornito con il browser Internet Explorer di default, tuttavia l’utente avrà la possibilità , attraverso una schermata (chiamata ballot screen) che propone ulteriori browser di poter scegliere altro browser (gratuito) di default da utilizzare in sostituzione a Internet Explorer. Inoltre, i produttori di computer potranno installare di default altri browser concorrenti del tutto gratuiti, disabilitando IE.
Su questo fronte proprio recentemente, con un documento del 24 luglio (MEMO/09/352), la Commissione Europea ha confermato la decisione di Microsoft di proporre all’utente – nelle more della definizione del procedimento antitrust – una schermata dalla quale poter scegliere un browser alternativo a Internet Explorer e impostarlo come default, disabilitando appunto IE. Tale proposta, secondo la Commissione, deve poi essere concreta assicurando all’utente finale l’effettiva possibilità di scelta del browser che dovrà , ovviamente, non avere costi aggiuntivi per il consumatore.
| EASY EDUCA |
VIDEOGIOCHI: OPPORTUNITÀ O RISCHI?
I videogiochi rappresentano una delle principali attività che bambini e giovani preferiscono fare durante il tempo libero: su telefono cellulare, online nei tanti Cyber caffè, a casa, su PlayStation nel centro ricreativo dopo-scuola o a casa di amici.
I bambini sono utenti molto esperti di videogiochi e amano giocare per intrattenimento, sviluppare competenze, passare il tempo e per stabilire e mantenere contatti e reti sociali. Lentamente l’ambiente educativo si sta aprendo ad un approccio basato sui giochi, un approccio in cui i giochi sono usati come una risposta ai nuovi bisogni di una generazione che sta crescendo in un ambiente caratterizzato da interattività , eterogeneità ed da un uso sempre più diffuso e coinvolgente delle tecnologie digitali, ormai parte integrante della quotidianità dei ragazzi. Le ricerche indicano, però, che esiste ancora un divario tra adulti e ragazzi relativamente alla conoscenza e all’uso di questi strumenti e molto spesso i più giovani si dimostrano, dal punto di vista tecnico, più esperti degli adulti e dei genitori che dovrebbero “assisterli†e guidarli nei diversi aspetti della vita. E da qui le preoccupazioni, la censura, la demonizzazione o il comportamento opposto, la troppa libertà senza regole, senza indicazioni o consigli.
I videogiochi offrono numerose opportunità : lo sviluppo di abilità tecniche e strategiche, la coordinazione oculo-motoria, la possibilità di imparare a risolvere i problemi o a fare ipotesi e previsioni. Infatti, tra le diverse tipologie di videogiochi esistenti, quelli educativi, di simulazione, di strategia, di ruolo, sono in grado di sviluppare numerose abilità nei videogiocatori e alcuni vengono anche utilizzati nell’insegnamento per risolvere problemi comportamentali e disturbi dell’attenzione. Tuttavia, è necessario essere anche consapevoli dei possibili rischi connessi con i videogiochi, come la dipendenza dovuta ad loro uso eccessivo, il possibile estraniamento dalla realtà , l’utilizzo di videogiochi inappropriati e inadatti al grado di maturità e sensibilità di chi li utilizza, l’uso commerciale e pubblicitario dei videogiochi, la sedentarietà , i problemi alla vista, l’obesità , le problematiche legate alla privacy, ai contatti indesiderati e ai contenuti inappropriati se si tratta di videogiochi online, su cellulare e i mondi virtuali.
Ma i rischi più discussi sono quelli legati ai videogiochi con contenuto violento o “immoraleâ€, sui cui possibili effetti sul comportamento dei ragazzi esistono una molteplicità di opinioni riconducibili a due grandi schieramenti: i sostenitori della correlazione diretta tra il loro utilizzo e l’aumento dell’aggressività dei giocatori e quelli che negano questa tesi e affermano che i videogiochi non sono la causa di comportamenti violenti ma semplicemente rivelatori di un disagio. Non esistono ancora evidenze scientifiche certe, ma ciò che è certo è che l’utilizzo di queste tecnologie è complesso e non può essere interpretato in maniera univoca. In brevissimo tempo, infatti, non solo i contenuti e i modi di comunicare sono cambiati ma anche il nostro modo di utilizzare le tecnologie e i contesti d’uso si sono trasformati notevolmente e quindi anche relativamente ai videogiochi: per esempio, il nuovo ambito di utilizzo dei videogiochi da parte di bambini e ragazzi è “online”, che offre una nuova gamma di potenzialità nonché di rischi.
La materia necessita sicuramente di ulteriori approfondimenti ma è importante sottolineare che questi strumenti non vanno demonizzati ma è basilare equipaggiare i bambini e ragazzi con le necessarie conoscenze, attitudini e capacità in modo da permettergli di beneficiare pienamente di ciò che di positivo hanno da offrire e nel contempo di proteggersi dagli inevitabili pericoli ad essi correlati.
Si segnala la ricerca europea “How are digital games used in schools?†condotta da European Schoolnet e pubblicata lo scorso maggio con l’obiettivo di comprendere come e in che misura i videogiochi possono contribuire a migliorare i processi di insegnamento ed apprendimento a scuola.




