Newsletter N° 3 del 14 Settembre 2009
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MONDADORI EDUCATIONAL PUBBLICA UN’EDIZIONE SPECIALE DELLA GUIDA PER INSEGNANTI.
Per il secondo anno Mondadori education, la società del gruppo Mondadori che si occupa di editoria scolastica, ha deciso di rinnovare l’impegno a fianco di Save the Children.
Oltre a confermare il sostegno economico alla campagna “Riscriviamo il futuro†Mondadori education ha deciso di pubblicare un’edizione speciale della guida per insegnanti “Educazione e nuovi Mediaâ€, distribuendola gratuitamente a circa 15000 insegnanti, interessati a riflettere sull’importanza di un utilizzo consapevole dei Nuovi Media. La guida, scaricabile anche dalla pagina pubblicazioni del sito www.easy4.it, si propone di offrire agli strumenti didattici per intraprendere con i propri alunni un percorso verso la consapevolezza dei propri diritti online nell’utilizzo delle più recenti tecnologie, in particolare internet e cellulari, nello spirito della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989. Con l’avvento dei Nuovi Media diviene fondamentale da un punto di vista educativo spostare l’attenzione “dal pensiero critico alla responsabilità : non basta più educare uno spettatore che sia attento e critico, occorre educare un soggetto che sia responsabile, sia quando naviga contenuti che quando ne produce di propri.
L’altro slittamento è dalla centralità dei media a quella della cittadinanza. I comportamenti relativi ai media oggi non riguardano più solo il momento del consumo, ma costellano la nostra vita individuale e sociale.
La Rete e il telefonino sono migrati nelle nostre vite, le costituiscono dall’interno, sono parte del nostro essere cittadini. Come tali vanno considerati resistendo alla tentazione di farli depositare all’ingresso della scuola (nella speranza mal celata di chiudere fuori, con essi, il problema) e conferendo alla Media Education lo status di educazione civica del Nuovo Millennio.†(dalla prefazione alla guida di Pier Cesare Rivoltella).
Per fare questo, però, è importante comprendere meglio da cosa dipende l’utilizzo che ne fanno.
L’aspetto emotivo rappresenta un’area particolarmente sensibile e sollecitata nei minori che utilizzano i Nuovi Media; per cui, in un‘ottica di prevenzione, è importante intervenire sul rapporto che bambini e adolescenti hanno con tali strumenti, ed allo stesso tempo, appare opportuno che gli adulti di riferimento aiutino i ragazzi a prendere coscienza delle emozioni che entrano in gioco nella dimensione digitale e li aiutino a gestirle. Il manuale, nella sua parte teorica, si sofferma su questi aspetti, suggerendo anche un approccio di tipo partecipativo nell’affrontare la problematica.
La nuova versione, inoltre, presenta attività suddivise per fasce d’età : alunni della scuola primaria (8-10 anni), secondaria di primo grado (11-13 anni) e secondo grado (14-15 anni), nel tentativo di adattare l’intervento alla didattica e al contesto richiesti dall’età degli alunni.
Inoltre sono stati suggeriti alcuni percorsi specifici che permettono di toccare tutti gli aspetti importanti inerenti l’uso che bambini e bambine, ragazzi e ragazze fanno delle tecnologie.
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eCALL: PIÙ SICUREZZA STRADALE IN EUROPA
Ormai è in vigore in tutta Europa il numero unico di emergenza 112.
eCall è questo il nome della nuova tecnologia supportata dalla Commissione europea sul fronte della sicurezza stradale.
Con un comunicato stampa del 21 agosto scorso la Commissione ha ripreso l’argomento in maniera più concreta, invitando “tutti i paesi dell’Unione europea affinché accelerino l’adozione volontaria di “eCallâ€, la nuova tecnologia di comunicazione a bordo degli autoveicoli, che potrebbe permettere di salvare 2.500 vite all’annoâ€.
In cosa consiste eCall ? Si tratta di una tecnologia che al verificarsi di un incidente stradale grave compone automaticamente il numero 112 in modo da evitare i tempi di attesa per l’arrivo dei soccorsi. In effetti, è ovvio che in occasione di incidenti stradali di una certa gravità potrebbe essere difficile chiedere subito soccorsi. Qui interviene eCall. Questa tecnologia che dovrebbe essere installata sulle auto nuove oltre a comporre automaticamente il 112 comunica anche la posizione del veicolo per agevolare i soccorsi.
Sottolinea la Commissione che attualmente “l’introduzione di eCall è lasciata alla volontà delle autorità pubbliche, delle imprese automobilistiche e degli operatori di telefonia mobile e il sistema non è in funzione in nessuno dei paesi dell’UEâ€. Tuttavia, la Commissione ha annunciato che “se entro la fine del 2009 non si compiono progressi significativi nell’introduzione del sistema essa potrebbe proporre delle misure normative volte a diffondere il più rapidamente possibile questa tecnologia salvavita in tutt’Europaâ€.
È disponibile anche un video illustrativo.
Secondo la Commissione il costo sarà al di sotto di cento euro e “i primi sistemi di allarme saranno disponibili nel 2011; il dispositivo eCall sarà installato su tutte le automobili di nuova produzione in Europa entro il 2014â€.
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LE ASTE ONLINE E LE ASTE AL RIBASSO
Le aste online, secondo la normativa vigente (art. 18, comma 5, D.lgs. 31/3/1998, n. 114), sono vietate. Con due circolari ministeriali si è poi chiarito che il predetto divieto riguarda le aste online in cui l’utente finale, cioè chi acquista, è un consumatore.
Sono numerosi i siti di aste online tra cui quello più noto è eBay. Alle aste online si affiancano quelle definite “al ribasso†il cui meccanismo prevede una registrazione presso il sito che gestisce l’asta con la creazione di un fondo personale. Spesso ai nuovi iscritti vengono concessi dei bonus. L’utente, quindi, effettua una puntata e attende dal gestore dell’asta di conoscere se la propria proposta è quella più vantaggiosa. Il sistema delle offerte non è pubblico, pertanto è possibile avere notizie solo della propria offerta. Terminata l’asta vengono pubblicati i vincitori. Spesso sui siti di aste manca qualsiasi riferimento (a volte c’è solo un indirizzo email) ai contatti del gestore, del responsabile o del vincitore.
Fatte queste brevi precisazioni sulle aste online in genere, ci si deve chiedere se le aste al ribasso siano legali. La risposta a questa domanda è connessa con la qualificazione giuridica dell’asta al ribasso, posto che spesso viene considerata come un gioco di abilità o come un negozio che svolge ecommerce. Se le aste al ribasso vengono considerate alla stessa stregua delle aste online e l’utente finale è un consumatore, la conclusione è la stessa: sono vietate perché illegali.
Se, invece, si vuole considerare l’asta al ribasso come un gioco di abilità è necessario che il gestore dell’asta abbia ottenuto l’autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze per i giochi di abilità (skill games), altrimenti è illegale. Se poi si vuole considerare l’asta al ribasso come una tipologia di ecommerce, è necessario il rispetto delle norme sul commercio elettronico ed a tutela dei consumatori (si pensi al diritto di recesso). In conclusione, le aste al ribasso presenti su numerosi siti, non rispettando le condizioni previste dalla legge, devono essere considerate illegali.
Spesso si sente parlare del posizionamento dei server sui quali sono presenti i siti che gestiscono le aste al ribasso e l’ubicazione risulta irrilevante rispetto ai destinatari dell’asta: cioè se l’asta è rivolta ad un pubblico italiano va applicata la normativa italiana.
S’immagini che i server di eBay sono in USA anche se in Italia vengono svolte moltissime aste online; agli inizi dell’anno la Guardia di Finanza ha iniziato ad eseguire indagini proprio su alcune operazioni gestite da eBay.
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MEDIA LITERACY: LA COMMISSIONE EUROPEA PROVVEDE CON UNA RACCOMANDAZIONE
Il 20 agosto scorso la Commissione Europea ha emanato la raccomandazione C (2009)6464 dal titolo “on media literacy in the digital environment for a more competitive audiovisual and content industry and an inclusive knowledge society” (sulla alfabetizzazione mediatica nell’ambiente digitale per una maggiore competitività dell’industria audiovisiva e dei contenuti e una società della conoscenza inclusiva) in materia di media literacy, cioè educazione ai nuovi media. La Commissione ha preso posizione con un provvedimento che riveste la forma della raccomandazione. Ma che cos’è la raccomandazione ? Si tratta di un invito rivolto agli Stati membri a conformarsi ad un certo comportamento.
L’evoluzione delle tecnologie hanno una incidenza nella vita quotidiana. Le nuove generazioni sono sicuramente quelle maggiormente coinvolte, ma gli aspetti tecnologici riguardano anche le persone meno giovani. Su questi presupposti è intervenuta la Commissione europea, posto che è necessario un processo di educazione ai media per consentire il godimento “dei benefici dell’odierna società dell’informazione ad alta tecnologiaâ€.
Afferma la Commissione: “per partecipare all’odierna società dell’informazione, è necessario comprendere il funzionamento dei vari media (vecchi e nuovi). Questo è il motivo per cui oggi la Commissione europea ha adottato (su invito del Parlamento europeo) degli orientamenti in materia esortando i paesi membri e l’industria a promuovere l’educazione ai media fra i cittadini Europei attraverso attività che li aiutino ad accedere a tutti i media cui sono esposti (televisione, cinema, radio, musica, stampa, Internet e tecnologie di comunicazione digitale), a comprenderli e a valutarli con spirito criticoâ€.
Non mancano riferimenti alla privacy, argomento caro alla DG-INFSO, tanto che - proprio nell’ottica della educazione ai media - si afferma esplicitamente la necessità di una maggiore consapevolezza ai propri dati personali. In particolare, si legge: “coloro che utilizzano i media devono essere consapevoli dei rischi connessi alla diffusione dei loro dati personali: più sono competenti nell’utilizzo di queste tecnologie ed esperti su come funziona la pubblicità in linea, meglio possono tutelare la propria privacyâ€.
La Commissione raccomanda agli Stati membri fondamentalmente di sviluppare e attuare iniziative di co-regolamentazione per l’adozione di codici di condotta, di ricerca attraverso studi e progetti sulla alfabetizzazione mediatica nell’ambiente digitale, monitorando il livello di progresso della media literacy. La Commissione, inoltre, invita gli Stati membri anche ad aprire un dibattito con conferenze e ad altri eventi pubblici, sull’inserimento della media literacy nel curriculum scolastico per l’istruzione obbligatoria e, come parte dell’offerta formativa per l’apprendimento permanente. Gli Stati membri sono invitati, infine ad organizzare eventi di formazione sui rischi connessi con il trattamento dei dati personali con particolare riguardo a genitori, giovani e insegnanti.
Analoghi inviti volti alla sensibilizzazione degli utenti per migliorare il loro livello di alfabetizzazione mediatica è rivolto alle Industrie.
In conclusione, si tratta, ovviamente, di un documento complesso che è il risultato finale di un percorso già avviato nel 2007. Si dovrà attendere la concreta attuazione della raccomandazione ed in particolare come essa inciderà a livello nazionale specialmente in ambito scolastico.
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CHE COS’È LA MEDIA LITERACY?
Per media literacy si intende l’educazione ai media che ne promuove un utilizzo in senso critico. Si tratta di provvedere i fruitori dei media di quegli strumenti necessari per analizzare e valutare i prodotti mediali con cui si trovano a contatto tutti i giorni, a partire dall’articolo di un giornale per passare ad una pubblicità piuttosto che a un video o un telefilm. Con una preparazione del genere si può dunque divenire lettori, telespettatori e utenti attivi acquisendo la capacità di andare oltre la forma con cui vengono presentati questi prodotti per decifrarne i linguaggi e i messaggi sottesi.
Nell’era del web 2.0 questo tipo di educazione si rende ancora più necessario: l’utente dei nuovi media è sempre più attivo grazie alla possibilità di essere non solo consumatore di prodotti confezionati da altri ma anche produttore in prima persona di contenuti da condividere in rete. Da qui nasce la necessità di educare le giovani generazioni ad un utilizzo critico e consapevole di tutti i nuovi strumenti della comunicazione in un’ottica di promozione e prevenzione. Infatti, solo chi è consapevole delle implicazioni tecniche ed analitiche dei nuovi media può sfruttarne a pieno tutte le potenzialità esercitando attivamente il proprio ruolo di cittadino digitale compresi i relativi diritti e responsabilità .
Oggi il bisogno di media literacy non riguarda solo gli studenti ma anche le generazioni adulte che a volte rinunciano ad utilizzare i nuovi media perché non si sentono all’altezza di tali strumenti tecnici emarginandosi ed auto-escludendosi così dalla grande comunità virtuale che riserva opportunità e occasioni per tutte le età . L’intera società dovrebbe avere la possibilità di accedere ad una alfabetizzazione informatica adeguata alla propria età e al proprio ruolo educativo, specialmente se si tratta di genitori e insegnanti che occupano a loro volta un posto importante nell’ambito della media education rivolta a bambini e ragazzi.
Il recente richiamo della Commissione europea rispetto alla nuova sfida della società dell’informazione, cioè l’educazione ai nuovi media per tutti i cittadini, non ci coglie impreparati. Gli sforzi di EASY vanno già da anni in questa direzione offrendo opportunità educative, formative ed informative non solo ai più giovani ma anche agli insegnanti e ai genitori. Oltre a convegni, seminari e incontri di vario genere, il momento clou della nostra attività di media education è rappresentato dalle settimane di sensibilizzazione in giro per l’Italia che partiranno da ottobre prossimo e ci vedranno impegnati per tutto l’anno scolastico in almeno dieci regioni diverse. In occasione del prossimo tour svolgeremo laboratori a scuola con gli studenti, coinvolgeremo gli insegnanti in un modulo formativo e incontreremo i genitori e gli adulti per parlare insieme della sfida educativa rappresentata dai nuovi media, oltre a distribuire materiali didattici e informativi per raggiungere la popolazione locale.




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