newsletter N.7 del 15 gennaio 2010
| EASY INCONTRA |
EASY WEEK: SI RIPARTE DALLE MARCHE!
La quinta tappa del tour di Easy - dall’11 al 15 gennaio – è stata nelle Marche, dove il team dedicato di Save the Children e Adiconsum ha lavorato con le scuole elementari e medie di Falconara Marittima e Montecassiano. Inoltre, nel pomeriggio di martedì 12 gennaio, l’Easy bus si è fermato in piazza Roma ad Ancona.
Le attività della settimana di sensibilizzazione nelle Marche e il progetto Easy sono state presentate nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella mattinata dell’11 gennaio a Falconara Marittima presso l’Istituto “G. Cesare†di Via della Repubblica, 6 alla quale hanno preso parte Silvana Santinelli, Segretario Generale Adiconsum Marche, Antonio Stavole coordinatore del tour per Adiconsum e il coordinatore del tour per Save the Children Mauro Cristoforetti.
Nel corso della settimana si sono svolti incontri e laboratori con gli studenti nelle scuole, appuntamenti con i genitori e una formazione mirata per gli insegnanti delle scuole partecipanti, che consentirà loro di avviare un percorso di media education con gli studenti. Inoltre attraverso giochi di ruolo e simulazioni gli alunni hanno avuto modo di riflettere sul significato di “sicurezza in rete†e sul loro comportamento online.
A supporto delle attività , diversi strumenti operativi sviluppati nell’ambito del progetto; in particolare sono stati distribuiti, gratuitamente, ai partecipanti degli incontri formativi un manuale didattico per insegnanti e la Guida per genitori “Educazione e nuovi media†- nuova pubblicazione realizzata da Save the Children in collaborazione con Adiconsum e Coordinamento Genitori Democratici - oltre a quelli messi a disposizione sui siti internet www.easy4.it, www.stop-it.org e all’Help Desk attivo a livello nazionale per garantire sostegno a distanza per insegnanti ed educatori coinvolti nel percorso formativo.
| EASY PROTEGGE E PREVIENE |
CONVERSAZIONI TELEFONICHE GSM A RISCHIO?
Saranno a rischio le nostre conversazioni telefoniche con i cellulari ?
Questa è la domanda che molti si stanno facendo in questi giorni dopo aver appreso la notizia dell’avvenuto crack dell’algoritmo che rende criptate le conversazioni telefoniche GSM. Ma ciò cosa vuol dire ? In sostanza, le nostre conversazioni su rete mobile sono (o forse è meglio dire erano) da considerare sicure in quanto vengono criptate attraverso un software (algoritmo) che svolge il compito di codificare i dati delle sessioni telefoniche in modo da renderle indecifrabili.
Tuttavia, un hacker tedesco, Karsten Nohl, ha annunciato durante il Chaos Communication Congress che si è svolto a Berlino a fine dicembre 2009 ha pubblicato i dettagli del citato algoritmo che provvedeva alla criptazione delle conversazioni a seguito di un lavoro svolto con un gruppo di esperti. La metodologia utilizzata da Nohl è stata quella dell’attacco di forza bruta.
Nohl ha voluto così dimostrare che le compagnie telefoniche non adottano adeguati sistemi di sicurezza per le conversazioni GSM.
D’altro canto l’azione di Nohl è stata considerata illegale da parte della GSM Association che rappresenta circa 800 operatori mobili, sebbene lo stesso hacker abbia preventivamente precisato come lo staff dei legali si sia pronunciato per l’inesistenza di alcuna illegalità .
Va precisato che non si tratta del primo tentativo di crack dell’algoritmo di criptazione delle conversazioni GSM, poiché ciò è stato già fatto nel 2003 da un gruppo di ricercatori israeliti e successivamente nel 2008 è stato ulteriormente dimostrato con un’attrezzatura dal costo di 1.000 dollari e mezz’ora di tempo.
Numerosi sono stati i commenti degli esperti come quello di Sujeet Shenoi, professore di informatica all’Università di Tulsa in Oklahoma, il quale ha dichiarato che al di là degli ovvi problemi connessi con la privacy, c’è da considerare il pericoloso intervento del crimine organizzato motivato unicamente dal denaro probabilmente attraverso l’ascolto delle conversazioni tra consumatori ed esercenti.
In conclusione, non sembra che episodi di questo tipo possano assumere significativa preoccupazione per gli utenti in genere, anche perché non è semplicissimo riuscire in breve tempo a decriptare una conversazione telefonica, tenuto conto della durata media delle telefonate che molto spesso sono brevi. È anche vero che la riservatezza delle conversazioni è un diritto costituzionalmente garantito, ma l’attacco di Nohl forse serve solo a dimostrare l’assunto secondo cui la tecnologia non contempla una definizione di sicurezza in senso assoluto.
| EASY CONSUMA |
QUALI NOVITÀ TECNOLOGICHE PER I CONSUMATORI?
Recentemente in rete sta circolando molto più spesso il riferimento al CES, tanto che ne hanno parlato anche i media. In effetti, si tratta di un evento particolarmente importante che si svolge in USA a Las Vegas dal 7 al 10 gennaio. CES è l’acronimo di Consumer Electronic Show ed è sicuramente uno degli eventi più importanti dell’anno poiché in questa occasione vengono presentati i prodotti elettronici più innovativi e più evoluti che da sempre hanno attirato l’attenzione dei consumatori in genere. In effetti, secondo le notizie che si apprendono soprattutto dalla rete Internet sembra che i prodotti che più attirano l’attenzione dei consumatori sono i nuovi smartphone che si contendono il mercato, dall’iPhone all’ultimo nato di Google chiamato Nexus One. Al di là degli smartphone – per quanto riguarda l’hardware - sembra che i consumatori siano particolarmente interessati anche alla TV 3D anche se si tratta di una tipologia di prodotti che probabilmente vedranno una maggiore diffusione nei prossimi anni, sebbene le aziende produttrici siano già impegnate su questo fronte.
Passando sul piano del software, merita di essere menzionata l’iniziativa che Microsoft ha lanciato a dicembre con il nome di Consumer Action Day; esso consiste – così come si legge nel comunicato stampa – in “una serie di iniziative didattiche e misure concrete che verranno lanciate contemporaneamente in oltre 70 paesi con l’obiettivo comune di proteggere i consumatori e aumentare la consapevolezza generale dei rischi legati all’acquisto di software contraffattoâ€.
Microsoft quindi sceglie la strada della collaborazione con la naturale controparte rappresentata dai consumatori e lo fa, addirittura, organizzando un giorno ad hoc pro consumatori. In sostanza, l’interesse è reciproco: da un lato Microsoft tiene ad aumentare le vendite del prodotto originale, dall’altro i consumatori possono essere maggiormente tutelati avendo acquistato software originale.
Per tale iniziativa Microsoft ha addirittura realizzato un sito web ad hoc http://www.howtotell.com/ dal quale è possibile ricevere le più idonee informazioni sui prodotti originali con alcuni suggerimenti per i consumatori destinati a consentire di rilevare il software contraffatto. Dal comunicato stampa di Microsoft Italia si legge, inoltre, “Abbiamo lanciato anche in Italia questo nuovo tool che consente a tutti gli utenti in possesso di software contraffatto di segnalarcelo. In pochi mesi abbiamo ricevuto migliaia di segnalazioni, a dimostrazione di quanto questo fenomeno sia diffuso nel nostro Paese e di quanto le persone siano sempre più sensibilizzate per farlo emergereâ€, ha dichiarato Elena Grimme, Anti-Piracy Attorney, Microsoft Western Europe.
Sembra, pertanto, che le aziende produttrici di hardware e quelle che sviluppano software siano più sensibili verso i consumatori e le istanze dagli stessi rappresentate anche mediante Associazioni di categoria.
| EASY INFORMA |
QUESTIONE DI CREATIVITÀ A SCUOLA? GLI INSEGNANTI RISPONDONO
“Le nuove tecnologie hanno un potenziale rilevante nel supportare ed accrescere la creatività a scuolaâ€. Ecco cosa pensa l’80% dei circa 10,000 insegnanti dei 27 Stati membri UE che hanno partecipato al sondaggio online, dando la loro opinione sul fattore creatività nelle scuole: significato, strumenti a supporto e rilevanza per i programmi scolastici, la formazione dei docenti e la cultura della scuola.
I primi risultati dell’indagine, avviata da European Schoolnet, insieme con il Centro di ricerca per le prospettive tecnologiche (IPTS - Institute for Prospective Technological Studies) e con il sostegno della Commissione europea - Direzione Generale Istruzione e Cultura, sono stati presentati in occasione della conferenza di chiusura dell’Anno europeo 2009 della creatività e dell’innovazione, tenutasi a Stoccolma il 16 e 17 dicembre.
I risultati mostrano che il 94% degli insegnanti europei ritiene la creatività una competenza fondamentale da sviluppare a scuola e l’88% è convinto che tutti possano essere creativi. A tale scopo, le tecnologie possono essere utilizzate come strumento per accrescere la creatività . Di queste, quelle più tradizionali, come il computer, Internet o i software didattici, video, sono considerate più utili ai fini creativi rispetto a quelle più innovative ed interattive, come i social network, blog, giochi digitali, telefoni cellulari, ecc.
Agli insegnanti è stato anche chiesto quali strumenti digitali utilizzano e il contesto in cui lo fanno. Ancora una volta, le ICT tradizionali, come i computer e Internet sono i più popolari e i più frequentemente utilizzati. I docenti li impiegano per preparare le loro lezioni, produrre materiali didattici e aggiornare le proprie conoscenze e competenze. L’uso del computer per assegnare compiti agli alunni e/o tenere traccia del loro andamento scolastico è molto più raro, così come l’utilizzo dei giochi online.
L’indagine ha evidenziato, inoltre, che la stragrande maggioranza degli insegnanti ritiene che la creatività possa essere applicata ad ogni dominio di conoscenza e ad ogni materia scolastica (95,5%). Non vedono la creatività come rilevante solo per le materie di studio intrinsecamente creative come l’arte, la musica o il teatro. Pensano, inoltre, che la creatività debba far parte del curriculum scolastico come competenza trasversale. L’apprendimento creativo implica, infatti, diverse componenti come curiosità , capacità di analisi, fantasia, accompagnate da un pensiero critico e strategico. Tuttavia, anche se la maggior parte degli insegnanti sono convinti che tutti possano essere creativi (88%), gli istituti scolastici europei non sempre riescono ad offrire le condizioni adatte a favorire la creatività . Ad, esempio, relativamente alla formazione dei docenti, solo il 36% degli insegnanti intervistati ha dichiarato di aver ricevuto una formazione specifica sull’utilizzo delle tecnologie digitali. La situazione varia da paese a paese, le percentuali più elevate si trovano in Romania (67%), Lettonia (66%), Grecia (57%) e Cipro (56%), mentre quelle più basse sono state in Germania (20%) e Belgio (21%), Svezia (23%), Spagna (24%).
Dati più approfonditi e completi saranno presentati nel corso del 2010 con l’obiettivo di sviluppare e supportare una specifica linea di cooperazione politica a livello europeo in materia di creatività e innovazione, con l’istruzione come attore chiave.
| EASY EDUCA |
I NEW MEDIA: CHAT E SOCIAL NETWORK
Continuiamo il nostro viaggio dentro i New media. Stiamo cercando di analizzare alcuni di questi strumenti, per cercare di capirli, di conoscerli in modo da poterli usare consapevolmente, evitando così i rischi a cui ci possono condurre.
Nella precedente edizione della nostra Newsletter abbiamo preso in esame due tra i più comuni e diffusi New media: la mail e il cellulare.
In questa uscita vogliamo soffermare la nostra attenzione su tre strumenti già molto usati e conosciuti: le chat, le webcam e i social network.
La chat è una conversazione! Tramite appositi programmi o siti dedicati è possibile intrattenersi con altre persone (una o più) sparse per il mondo attraverso messaggi in tempo reale. Per usufruire di questi servizi generalmente è necessaria una registrazione. Molte chatroom sono organizzate intorno ad un tema, un argomento, così è possibile incontrare persone provenienti da tutto il mondo con gli stessi interessi e con la possibilità di scambiarsi e condividere idee. Spesso le persone nelle chatroomsassumono differenti identità , sentendosi così libere da stereotipi quali l’età , la razza o l’apparenza. Per i ragazzi molto timidi può risultare un facile modo per incontrare e conoscere nuove persone. Tuttavia le chatrooms possono essere frequentate da chiunque: bambini, ragazzi, adulti. È pertanto consigliabile non rivelare la propria identità in chat perché non si conosce l’interlocutore. Tuttavia, nessuno resta del tutto anonimo. Ogni nickname è, infatti, associato ad un numero IP per tutto il tempo che l’utente resta nella chat e questo permette, se necessario, all’amministratore di sistema di rintracciare la reale identità .
Le webcam sono piccole videocamere digitali che si collegano e lavorano con i PC. Esse possono essere usate per registrare foto o video che potrebbero poi essere postati o spediti attraverso Internet. Vengono comunemente usate per vedere qualcuno con cui si parla online. Le webcam permettono di vedere, in tempo reale, persone con le quali si chatta. Possono avere un valore educativo, quando sono utilizzate a fini scientifici, per la realizzazione di videoconferenze o per facilitare la collaborazione tra scuole in differenti parti del mondo. Permettono, inoltre, a chiunque di restare in contatto con amici e parenti lontani. I bambini ed i ragazzi devono essere persuasi a non scattare e spedire proprie foto a persone conosciute solo su Internet.
I siti social network sono stati pensati per aiutare le persone a trovare nuovi amici e comunicare con loro. In questi siti (ex: MySpace, Facebook, Badoo, Splinder, etc) l’utente può creare una pagina col proprio profilo, inserendo i suoi interessi e ulteriori dettagli, per essere contattato da altri potenziali amici da aggiungere alla sua lista. I giovani utilizzano lo spazio on line per socializzare con amici e altre persone. Questi siti forniscono uno spazio pubblico ed uno privato e permettono di esprimersi creativamente selezionando i contenuti. Molti ragazzi utilizzano i social network come punto di riferimento per le loro attività e spendono molto del loro tempo guardando e costruendo le loro pagine. I profili e i blog nei siti di social network contengono spesso dettagli ed informazioni personali proprie e di amici. Il rischio è che bulli e predatori sessuali se ne possano impossessare. I falsi profili sono, inoltre, abbastanza comuni e permettono ad un ladro d’identità di essere qualcun altro, minacciare e mettere la vittima in difficoltà .
Parte del materiale usato in questo articolo è stato preso dal sito www.cyberbullismo.com a cui rimandiamo per ogni eventuale approfondimento.



