newsletter n.12 del 14 maggio 2010
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Da sempre il nostro modello educativo volto ad un utilizzo sicuro e responsabile dei Nuovi Media da parte dei bambini e dei ragazzi si basa sull’azione congiunta della scuola e della famiglia e per questo da anni proponiamo percorsi di media education, di formazione e sensibilizzazione rivolti a insegnanti e genitori.
Ciononostante, nel tempo abbiamo riscontrato che i genitori sono spesso l’anello debole (cioĂ© piĂą difficile da raggiungere) nella catena educativa che vorremmo attivare, specialmente durante le settimane di sensibilizzazione in cui visitiamo le varie regioni d’Italia proponendo laboratori di media education a bambini e ragazzi e incontri di formazione ad insegnanti e genitori nelle varie scuole toccate da questo percorso itinerante.
Abbiamo, quindi, deciso di rivolgere un’attenzione particolare ai genitori avvalendoci dell’aiuto e del supporto territoriale offerto da una associazione storica, il Coordinamento Genitori Democratici (CGD), con cui da tempo è attiva una sinergia positiva.
Durante lo scorso anno, grazie anche alla collaborazione di alcuni membri del CGD, abbiamo pubblicato una guida per genitori intitolata “Educazione e Nuovi Media”. L’innovazione di questa guida è proprio l’approccio proposto ai genitori-lettori, un approccio di stampo pedagogico anzichĂ© basato su soluzioni di tipo tecnico ai possibili problemi causati dall’utilizzo dei nuovi media da parte dei propri figli.  Il successo riscontrato da piĂą parti  nei confronti della guida genitori, ci ha dunque spronati a intraprendere un percorso rivolto principalmente ai genitori volto ad elaborare un modello d’intervento specifico per loro.
Facendo leva sull’attivismo dei CGD locali, si stanno attivando in diverse parti d’Italia vari percorsi rivolti ai genitori. La forma degli incontri viene di volta in volta decisa dal CGD locale in base alle proprie competenze e alla possibilitĂ di attivare sinergie positive sul territorio.
Tra aprile e maggio sono partite diverse iniziative (di cui trovate notizia sul sito www.easy4.it):
• a Roma la proposta è stata fatta avvalendosi anche del Centro per Famiglie Villa Lais del Comune di Roma e si tratta di un percorso composto da un incontro aperto a tutti in una scuola romana e da un laboratorio esperienziale rivolto ad un gruppo ristretto di 20 partecipanti;
• a Verona è stato organizzato un percorso di tre incontri sui temi della guida genitori in collaborazione con una scuola molto attiva sul territorio;
• a Castiglioncello, in occasione del Convegno Internazionale del CGD intitolato “il bambino creattivo”, abbiamo proposto un laboratorio sulla creatività e i nuovi media;
• a Lissone proporremo, in collaborazione con il Comune, una conferenza sulle relazioni e la sessualità in rete.
Altre iniziative sono in programma a Latina e a Napoli nei prossimi mesi e, grazie ai riscontri positivi avuti finora, speriamo che nuove richieste d’intervento arrivino da parte dei CGD locali di tutta Italia.
Gli incontri che si sono giĂ svolti hanno avuto una buona affluenza di genitori e un accorato grado di partecipazione ai dibattiti sviluppati nel corso delle discussioni. Ciò rivela quanto il tema dell’educazione e dei nuovi media sia vicino ai genitori e quanto il nostro approccio pedagogico sia in grado di rispondere alle reali esigenze di questi ultimi.
Le esperienze attivate verranno valutate sia singolarmente che complessivamente insieme al CGD nazionale per stabilire una modalitĂ di intervento comune di cui avvalerci nel futuro prossimo.
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FURTO D’IDENTITĂ E PRIVACY: APPROFONDIAMO L’ARGOMENTO

Furto d’identità e regole sulla privacy sono due concetti che stanno venendo sempre più in evidenza soprattutto oggi in cui il navigare in internet è diventato parte comune del nostro quotidiano.
Approfondire la conoscenza di questi due concetti è estremamente importante. Conoscere significa poter intervenire e quindi prevenire. Soprattutto là dove ad usare internet sono ragazzi e ragazze molto capaci sul versante tecnico-tecnologico e molto vulnerabili sul versante della consapevolezza e della responsabilità .
Si ha un furto di identità ogni qualvolta un’informazione relativa ad una persona è ottenuta in modo fraudolento da un “criminale” con l’intento di assumere l’identità per compiere atti illeciti. Tali comportamenti sono da annoverare giuridicamente sotto il nome di “frode”.
In generale, il primo pensiero che affiora quando si parla di furto di identità è il danno economico che può derivare dai reati ad esso collegati, senza considerare le altre conseguenze negative che ricadono sulla persona, vittima di questa tipologia di frode. Infatti, il furto di identità potrebbe non incidere solo sul nostro portafoglio, ma anche comportare un notevole stress emotivo e psicologico dovuto alla sensazione di impotenza che genera rabbia e/o paura, nonché uno spreco di tempo ed energia per risolvere i problemi scaturiti, come quello di dover ricostruire il proprio profilo digitale su cui sempre più si affida la nostra reputazione.
Le diverse tipologie di frode di identità vanno dall’apertura di conti correnti bancari, alla richiesta di una nuova carta di credito; dall’utilizzo dei dettagli personali della vittima nell’acquisto di beni, servizi o altri vantaggi finanziari ad atti di bullismo online, soprattutto nei confronti di minori, perpetrati soprattutto da minori stessi, tramite cellulari o servizi web 2.0.
Proprio su quest’ultimo aspetto si focalizza una ricerca italiana, condotta nel 2008 da Pisano e Saturno, su 1047 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 20 anni, studenti di scuole medie (702) e superiori (345), casualmente scelte nelle regioni di Sardegna, Lazio, Marche, Sicilia, Lombardia. Il 14% degli studenti delle scuole medie ed il 16% delle superiori hanno riferito di avere subito cyberbullismo (23% è composto da ragazze e solo il 6% da ragazzi). Quando poi è stato chiesto ai ragazzi se conoscono loro coetanei vittime di cyberbullismo, la percentuale di risposte affermative è risultata notevolmente più elevata, il 34% dei ragazzi delle scuole medie e il 39% nelle scuole superiori, considerando la maggiore facilità di rispondere quando non si tratta della propria esperienza personale.
Quando si parla di privacy, si fa riferimento al diritto alla riservatezza ossia al diritto che nessuno invada il “nostro mondo” ma anche al nostro diritto di scegliere l’uso che vogliamo gli altri facciano dei nostri dati personali.
Quest’ultima facoltà è sancita dal Decreto legislativo n. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, piĂą comunemente conosciuto come Codice della Privacy, la cui finalità è quella, appunto, di “garantire che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertĂ fondamentali, nonchĂ© della dignitĂ dell’interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identitĂ personale e al diritto alla protezione dei dati personali.” (Art. 2 del decreto)
Per dato personale si intende qualsiasi informazione relativa all’identit{ di una persona e attraverso la quale è identificata o identificabile, ed include:
- Dato anagrafico, come nome e cognome, indirizzo o numero di telefono o cellulare;
- Dato economico, come il codice fiscale o il conto corrente;
- Dato identificativo, che permette l’identificazione diretta dell’interessato come una fotografia;
- Dato sensibile, idoneo a rivelare l’origine razziale, le opinioni politiche, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, nonchĂ© lo stato di salute e la vita sessuale;
- Dato giudiziario, relativo al casellario giudiziario.
Ogni persona è titolare del diritto di disporre dei dati che lo riguardano e che descrivano e ne qualifichino l’individualitĂ e può scegliere di renderli o meno pubblici, ma ha anche il diritto di sapere se qualcun altro sta raccogliendo informazioni sul suo conto e per quale finalitĂ , nonchĂ© di decidere se consentirne o meno la raccolta ed utilizzo, ed infine, può richiederne ed ottenerne l’aggiornamento, la rettifica o integrazione e la cancellazione (art.7 del d.lgs. 196/03).
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FURTO D’IDENTITĂ : ALCUNE REGOLE PRATICHE

In questa newsletter abbiamo parlato approfonditamente di furto d’identità e privacy. Abbiamo cercato di sviscerarne i concetti e di capire come possiamo stare attenti al nostro mondo, alla nostra identità .
Credo che una delle domande che spesso ci poniamo di fronte a questi temi sia come possiamo difenderci, quali attenzioni possiamo o dobbiamo avere per tutelare la nostra privacy quando siamo in rete.
Recentemente, Adiconsum, ha pubblicato due brevi guide sul furto d’identità che indicano cosa fare per mettersi al riparo da rischi indesiderati.
Una dedicata la mondo degli adulti dal titolo: Difendi la tua privacy. In un’ampia sezione è stata dedicata alle aziende e agli obblighi previsti dal Decreto Legislativo 196/2003 o “ Codice in materia di protezione dei dati personali”. Infatti, chiunque per motivi professionali conserva o tratta dati sensibili altrui (e quindi, tutte le organizzazioni, le aziende, gli enti pubblici, i professionisti…) è soggetto alle cautele e agli obblighi previsti dalla legge in quanto responsabile civilmente e penalmente, anche in modo oggettivo, di ogni danno cagionato al titolare o a terzi da un trattamento non corretto. Nello specifico la  legge elenca 17 possibili operazioni di trattamento dei dati, tra le quali è compresa anche la loro distruzione; agli artt. 27-28-29 del Disciplinare Tecnico della legge si fa riferimento proprio all’obbligo di distruzione dei dati in forma cartacea quando gli stessi non sono più utilizzabili.
L’altra dedicata al mondo dei ragazzi dal titolo: Identity man:il difensore della tua identitĂ . Pensata per avvicinarsi al mondo giovanile attraverso uno strumento efficace e accattivante; un simpatico personaggio, Identity Man, rappresenta l’amico che dĂ ai ragazzi tanti semplici consigli da ricordare nella vita di ogni giorno per evitare di esporre se stessi e la propria famiglia al rischio di diventare vittime del furto d’identitĂ
Entrambe le guide sono reperibili sul sito www.adiconsum.it nella sezione Scuola e Ricerca.
Di seguito riassumiamo nove brevi regole da tenere presente quando si naviga in rete consapevoli che fondalmente la privacy dipende da ognuno di noi quali navigatori attivi e responsabili.
1. Non rispondete mai a richieste di dati personali ricevute tramite la posta elettronica o SMS, anche se con indirizzi mail o numeri telefonici che sembrano della propria banca o assicurazione
2. Non visitate mai i siti Web cliccando direttamente nell’indirizzo (Url) ricevuto nella mail ma, volendo accedere ad un sito, digitare i riferimenti - di cui siete certi - nella barra degli indirizzi
3. Prima di inserire in una pagina internet qualsiasi dato personale, verificate che in alto a sinistra, nella barra degli indirizzi, al posto del tradizionale http:// vi sia https://. Inoltre, assicurarsi che compaia, in alto e/o in basso a destra, un piccolo lucchetto e cliccando sullo stesso accertarsi che il certificato digitale sia valido
4. Non compilate questionari che richiedono dati sui propri consumi, sulle proprie abitudini culturali, sulle proprie attivitĂ ludiche, ecc., anche se abbinate ad estrazioni di viaggi premio
5. Se non capite quello di cui si sta parlando, non attivate nessun sistema “online“. Non è un male non sapere, ma lo è l’usare senza sapere
6. Usate password sicure e complesse e non usate mai informazioni personali – come il codice fiscale o la data di nascita – come password. Utilizzate sia lettere che numeri, sia in maiuscolo che minuscolo
7. Adottate software di sicurezza, come firewall, anti-virus, anti-spyware, ecc. ed aggiornateli costantemente
8. Privilegiate conti correnti online che utilizzano sistemi di sicurezza intrinseca (one-time password e simili)
9. Dotatevi di una carta prepagata negli acquisti online, evitando di fornire i dati della carta di credito o del conto corrente.
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FURTO D’IDENTITĂ : UN CONVEGNO A ROMA

Il giorno 15 aprile 2010, presso la facoltà di Economia “Federico Caffè”  Università Roma Tre, si è svolto il secondo forum organizzato da Adiconsum in collaborazione con Fellowes Leonardi, su “Furto di identità : quali rischi per adulti e minori”. Durante il forum tra gli intervenuti, diversi rappresentanti universitari, Il comandante del GAT Nucleo speciale frodi telematiche della G.d.F. e il dirigente per il Garante per la protezione dei dati personali dott. Comella,  i quali hanno approfondito il tema della privaci e dei rischi di furto di identità sui social network; la dott.ssa Rossella Schietroma Dirigente del Miur, la quale ha introdotto le politiche ministeriali riguardanti la scuola, i giovani e le nuove teconologie; il Dott. Mario Rusconi, Vice presidente dell’Ass. Naz. Presidi il quale ha sviscerato le problematiche e i bisogni di sensibilizzazioni da attuare nelle scuole con l’obiettivo di proteggerli dal rischio di furto di identità .
E’ stato inoltre presentato il secondo rapporto sul furto di identità prodotto dall’Osservatorio Permanente sul fenomeno (rapporto consultabile e scaricabile gratuitamente sul sito www.furtoidentita.com). Ma Il furto di identità può avvenire attraverso diverse modalità . In particolar modo, le informazioni personali delle vittime possono essere recuperate attraverso:
Inoltro della posta: i successivamente ad un trasferimento di residenza, quando non si comunica la variazione dell’indirizzo alle Poste Italiane.
Bin raiding: attraverso estratti conto, bollette, vecchi contratti assicurativi, lettere personali, involucri di giornali spediti a casa, informazioni fiscali ecc. Â che sono stati buttati nel cestino della spazzatura.
Furto della borsa o del portafoglio: generalmente i portafogli e le borse contengono bancomat, carte di credito e documenti di identitĂ come la patente di guida e le tessere di iscrizione a determinate associazioni.
Skimming: per reperire i dati necessari ad utilizzare una carta senza rubare interamente l’identità della vittima è sufficiente clonare una carta di credito durante l’uso in un esercizio commerciale o quanto si preleva ad uno sportello ATM attraverso un’apparecchiatura elettronica.
Telefonino: mediante la ricezione di messaggi (SMS, Email) che comunicano ad es. la vincita di un telefonino di ultima generazione seguendo un link che porta ad una azione di phishing finalizzata ad acquisire i dati personali.
Contatti indesiderati: attraverso chiamate telefoniche alla vittima, durante le quali i malviventi si spacciano per dipendenti  della banca o dell’azienda con cui il soggetto intrattiene rapporti commerciali.
Noi stessi: noi stessi possiamo fornire incautamente delle informazioni che ci riguardano ad esempio conversando con un estraneo, dettando al telefono gli estremi della carta di credito per un acquisto effettuato telefonicamente ecc.
Siti internet: a tutti coloro che navigano in internet viene regolarmente richiesto di fornire informazioni personali per poter accedere a determinati siti e per poter acquistare beni. In molti casi queste informazioni viaggiano sulla rete in chiaro e non in modalitĂ protetta.
Phishing: questo termine identifica il furto via posta elettronica. Il malvivente invia un’e-mail dichiarando di essere un incaricato di una banca o di una compagnia di carte di credito o di appartenere ad altre organizzazioni con cui si possono avere rapporti inducendo a fornire informazioni personali con le più svariate motivazioni (per riscuotere premi in denaro, beni tecnologici, ripristinare password scadute, etc.). Generalmente l’e-mail chiede di utilizzare un link per accedere ai dettagli del conto della vittima presso il sito della compagnia, adducendo motivazioni di sicurezza, link che in realtà conduce in un sito web solo all’apparenza originale.
Salvando le password sul pc: Le password e le username utilizzate per accedere ai conti correnti online o ad altri siti che contengono informazioni personali possono essere memorizzate sul pc. In questi casi, chiunque abbia accesso al computer può entrare senza difficoltà nei siti protetti utilizzando le password salvate.
Blog, social network ecc.: un crescente numero di utenti sta fornendo un’elevata quantità di dati personali nei propri blog, siti chat, nei profili dei social network ecc. inoltre, molti giovani compiono degli atti di furto di identità di coetanei non tanto con lo scopo di sottrarre denaro o truffare, quanto piuttosto di compiere atti di bullismo.
Non a caso, la ricerca Adiconsum sottolinea come accanto alla diffusione del fenomeno del furto d’identità , negli ultimi anni si sta sempre più diffondendo la preoccupazione per la proliferazione di dati sensibili pubblicati in particolar modo in rete e dovuta anche al successo dei social network. Le frontiere del furto d’identità si ampliano, e moltissimi utenti utilizzano i propri profili social network, senza aver ben compreso i rischi connessi alla diffusione delle informazioni in essi pubblicati e senza controllare o dare importanza ai livelly di privacy impostati. I social network, le chat ecc. fenomeni esplosi negli ultimi anni come mezzi di comunicazione e relazione, scambio di informazioni ecc. tra gli adulti così come tra i ragazzi, sono diventati purtroppo una fonte di informazione preziosa dove i malintenzionati possono reperire dati sensibili che potrebbero essere utilizzati per commettere frodi.
Per sapere come difendersi Adiconsum ha messo a disposizione due guide gratuite, una per adulti e una a fumetti per i ragazzi, nelle quali viene spiegato in modo semplice come difendersi dal rischio di furto di identitĂ e come navigare in rete sicuri.



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