newsletter n.13 del 7 giugno 2010
| EASY INCONTRA |
EASY INCONTRA: CONCLUSO IN SARDEGNA IL TOUR DI EASY.

Il nostro progetto ha toccato in 10 settimane 11 regioni incontrando circa 1700 alunni di scuole medie ed elementari. L’obiettivo è stato quello di insegnare ai minori come utilizzare responsabilmente tutte quelle tecnologie che fanno parte integrante, oramai, della loro vita quotidiana. Parliamo di cellulari, videogiochi, TV, internet e social network. Troppo spesso i media parlano di questi strumenti raccontando fatti negativi ed estremi contribuendo ad accrescere preoccupazioni e  distanze tra figli e genitori.
Con il nostro progetto, abbiamo cercato di dipingerne un’immagine positiva rilevando che soltanto noi, con il nostro utilizzo, li possiamo trasformare in mezzi potenzialmente pericolosi e rischiosi. La campagna di sensibilizzazione Easy avendo come principale scopo quello di offrire ai minori “Cibernauti†il diritto di navigare sicuri, coinvolge anche le due agenzie educative principali come la famiglia e la scuola. Durante il tour abbiamo organizzato 11 incontri con i genitori e 9 con gli insegnanti con lo scopo di far diventare le nuove tecnologie un’occasione di comunicazione e interazione fra generazioni e non motivo di contrasto e preoccupazione. E’ stata per noi la giusta occasione per promuovere e sponsorizzare le diverse potenzialità di questi nuovi mezzi utili alla vita  di tutti, pur non sottovalutandone i rischi.
Gli adulti, avendo spesso meno conoscenze tecniche, possono considerarsi incapaci di seguire i loro figli  e offrire loro consigli in caso di possibili problematiche nell’uso quotidiano di internet, social network e cellulari. Il compito di un genitore e di un insegnante, al di là di quelle che possono essere le conoscenze tecniche, dovrebbe essere quello guide educative che sostengono i ragazzi nel riconoscimento e nelle gestione delle loro emozioni, nei valori in cui credere, nello sviluppo di autonomia, responsabilità e senso critico.
Le nuove tecnologie non possono diventare moderne Baby – Sitter, ma si devono integrare responsabilmente nelle attività di tutti i giorni dei nostri ragazzi. L’età di accesso si sta abbassando velocemente accrescendo l’immaturità e l’inesperienza del giovane per  gestire determinati contenuti presenti in rete. E’ quindi fondamentale che i media, le aziende e tutte le istituzioni cooperino insieme a famiglie e scuole per mettere al centro dell’attenzione i minori affichè possano utilizzare in modo positivo e sicuro tutte le innovazioni tecnologiche.
Anche se il Tour si è concluso la nostra attività di sensibilizzazione prosegue, chiunque fosse interessato a conoscere di più il nostro progetto può contattare il nostro Helpdesk al numero 06.45550563 o scrivere a antonio.stavole@adiconsum.it.
| EASY PROTEGGE E PREVIENE |
IL TAB-NABBING LA NUOVA FRONTIERA DEGLI ATTACCHI ALLA SICUREZZA ONLINE

Non basta parlare di sicurezza o conoscere come tutelare la nostra privacy nel momento in cui siamo in rete. È necessario anche aggiornarsi. Aggiornare non solo gli antivirus, ma aggiornare anche le nostre conoscenze che riguardano le modalità di sicurezza in internet. E sì perché come tutta la materia informatica, anche ciò che riguarda la sicurezza informatica è in continua evoluzione, in quanto si evolvono anche le modalità per attentare alla sicurezza di coloro che navigano in rete.
Ricordate il phishing? Ne abbiamo parlato anche nello scorso numero della nostra newsletter. La possibilità che qualcuno, attraverso una email o un link “fasulloâ€, si possa appropriare di nostri dati importanti quali il numero di conto corrente, la password del conto bancario o semplicemente il nostro codice fiscale o i nostri dati personali. Con quelli poi compiere azioni illecite a nostra insaputa se non addirittura privarci di tutti i nostri risparmi.
Visto che ormai la maggioranza degli internauti si è attrezzata o perlomeno sta attenta a questo tipo di fenomeno, i malintenzionati della rete hanno deciso di evolversi creando il tab-nabbing.
Il fenomeno, descritto da Aza Raskin del creative team di Mozilla, prende di mira le tab (le schede in cui si aprono nuove pagine) già aperte sostituendone il contenuto originale con una pagina creata ad hoc per indurre l’utente a consegnare inconsapevolmente i dati personali.
Ormai siamo abituati ad usare il nostro browser (il programma che ci permette di navigare in internet) aprendo simultaneamente differenti tab e lasciandole aperte per diverso tempo. È in questa occasione che il nostro malintenzionato si inserisce sostituendo titolo e contenuto. Quando, poi, noi ritorniamo sulla nostra tab, senza farci caso inseriamo quei dati sensibili richiesti, in quanto crediamo di essere sempre sulla pagina che abbiamo aperto in precedenza. E il gioco è fatto. L’obiettivo è sempre il solito: numeri di carte di credito e credenziali per l’online banking. Evitare questi rischi è tanto semplice quanto finirne vittime.
Come sempre é importante tenere aggiornato il browser che stiamo utilizzando; prestare attenzione alla barra degli indirizzi prima di inserire le informazioni di qualunque tipo; utilizzare un buon antivirus.
Per approfondire l’argomento si può leggere l’articolo di Giorgio Pontico su punto-informatico.it
| EASY CONSUMA |
LIBRI DI TESTO ON LINE: IL PROGETTO “BOOK IN PROGRESSâ€
Ed è veramente un progetto “in progress†quello realizzato dall’Istituto tecnico industriale “Ettore Majorana†di Brindisi.
Nato dall’intuizione del Dirigente Scolastico e di alcuni docenti per dare una risposta al caro-libri di testo affrontato ogni anno dalle famiglie, il progetto, che lo scorso anno ha interessato solo i ragazzi delle prime classi dell’Istituto “Majoranaâ€, ora conta una rete di 14 scuole distribuite su tutto il territorio nazionale per un totale di circa 4000 studenti coinvolti. Tanto per dare un’idea del risultato ottenuto nello scorso anno scolastico in termini di riduzione di spesa per i libri di testo,  ricordiamo che l’esborso per le famiglie dell’ITIS “Majorana†era stato di 25 euro contro i 300-400 euro spesi dalle famiglie tramite l’acquisto attraverso i canali tradizionali.
Il “Book in progress†rappresenta una delle possibili risposte al problema del caro-libri di testo, che migliaia di famiglie italiane sono costrette ad affrontare ad ogni inizio di anno scolastico. La sua realizzazione è stata possibile grazie all’ausilio dei docenti che hanno provveduto alla stesura dei libri di testo e alla riproduzione dei testi fatta in proprio,utilizzando il ciclostile della scuola stessa.
Adiconsum ha condiviso sin dall’inizio gli obiettivi del “Book in progressâ€, ritenendola una best practice che permette di valorizzare la professionalità degli insegnanti e di ridurre la spesa per i libri di testo. Riduzione stimata in una spesa inferiore fino a 5 volte, in quanto i testi sono scaricabili dalla Rete “Book in progress†e stampati dalle scuole. Un progetto che rende compatibile finalmente anche nel nostro Paese il diritto allo studio dei ragazzi con i bilanci delle famiglie.
Ma il progetto non si ferma qui e fedele alla sua mission “in progress†si è posto un ulteriore obiettivo: passare dal libro di testo stampato al libro di testo su “chiavetta†USB da utilizzare con un notebook (v. filmato su youtube).
Non più quindi lo zainetto con i libri, ma un notebook e una pen drive da portare ovunque.
Un altro step, a nostro avviso, nell’educare i giovani all’utilizzo consapevole e responsabile delle nuove tecnologie. Uno step nel quale la tecnologia è a servizio dell’educazione, un modo diverso di poter utilizzare il mezzo elettronico.
| EASY INFORMA |
SALONE DEL LIBRO “INVASO†DALLE NUOVE PRODUZIONI CULTURALI

Come ogni anno anche il 2010 ha visto a Torino lo svolgersi del Salone Internazionale del Libro. Una delle novità più significative di quest’anno è stata l’apertura di una nuova area chiamata “Invasioni mediaticheâ€. Media, fumetti, giochi e musica, un vero universo mediatico che ha condotto alla scoperta del panorama delle produzioni culturali contemporanee: dai fumetti alle graphic novels, dai giochi fisici e virtuali alle consolle di videogiochi di ultima generazione, dalle etichette discografiche alle nuove tecnologie digitali di fruizione culturale.
Nell’ambito di questa iniziativa il giorno 13 maggio si è svolto un forum dal titolo “Conoscere i videogiochi. Viaggio alla scoperta del medium e delle sue potenzialità future“.
L’industria videoludica rappresenta oggi uno dei settori più dinamici del mercato dell’intrattenimento, registrando fatturati superiori al miliardo di euro e conquistando un ruolo sempre più importante nel tempo libero di tutte le generazioni. Se fino a qualche anno fa, infatti, il videogioco era un passatempo destinato ad una nicchia di giovani consumatori con elevate competenze tecnologiche, oggi è diventato un medium in grado di catalizzare l’attenzione del grande pubblico, senza distinzione di sesso e di età , e di fornire i contenuti e le esperienze di gioco più varie, spesso in un ottica di convergenza con gli altri media.
Luogo intellettuale ed emotivo di sperimentazione, di creazione di nuovi linguaggi, di interazione sociale e di esplorazione del mondo, il videogioco ha dimostrato in pochi decenni di vita di avere tutte le carte in regola per assumere il ruolo di emergenza complessa nella cultura contemporanea e futura, nel punto ideale di congiunzione tra l’arte, la tecnologia, la comunicazione di massa e l’intrattenimento.
Al forum, moderato da Jaime D’Alessandro, giornalista de La Repubblica, sono intervenuti: Thalita Malagò, Segretario Generale di AESVI; Simona Portigliotti, Brand Manager Nintendo; Giuseppe Romano, Docente di Lettura e crazione di testi interattivi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Daniel Schmidhofer, CEO di Programming Italia; Marco Volante, Adiconsum.
Il nostro intervento era mirato a far conoscere le attività che svolgiamo nell’ambito della sensibilizzazione all’uso consapevole e responsabile dei nuovi media da parte dei minori. In particolare l’esperienza che in questa’anno abbiamo fatto utilizzando i videgiochi come strumento di sensibilizzazione.
Il tuor di Easy, appena concluso, ha percorso le strade della penisola con un carrello autotrasportato ribattezzato Easy bus attrezzato con 4 postazioni Playstation 3. L’obiettivo è stato quello di coinvolgere i ragazzi in un’attività di simulazione.
Le 4 postazioni presenti sul ludobus erano attrezzate con il videogioco Little Big Planet. Un gioco innovativo, divertente e coinvolgente, che dava la possibilità di creare il proprio mondo come un pittore di fronte ad una tela bianca. La filosofia di Little Big Planet è Gioca, Crea, Condividi, trittico che permette al giocatore di diventare il protagonista assoluto del gioco.
Attraverso un percorso appositamente predisposto, grazie alla collaborazione di Sony Playstation, i giocatori si sono trovati a dover, in relazione e collaborazione tra loro, creare sfondi, inserire oggetti, lasciare messaggi su come hanno imparato ad usare i nuovi media in base, anche, alle attività precedenti svolte in aula.
Questa esperienza ha segnato per noi un punto di svolta che ha messo in gioco anche la nostra visione sui nuovi media e in particolare sui videogiochi. Usare il videogioco per far passare messaggi positivi è stata l’esperienza che ha segnato tutto il tour. L’adesione e l’entusiasmo da parte dei ragazzi è stato molto alto. Si sono sentiti coinvolti, attraverso il gioco, e abbiamo constatato che in loro erano rimasti impressi, non solo la dinamicità e fantasia del gioco, ma anche e soprattutto i messaggi che esso si proponeva di veicolare.
Il forum è stato molto interessante soprattutto nell’aver messo in luce la realtà dei videogiochi sotto diversi punti di vista. Il contributo della nostra esperienza ha permesso di mettere in evidenza il mondo dei ragazzi non soltanto come utilizzatori e consumatori di un bene, ma soprattutto come soggetti attivi capaci di scelte e riflessioni.
| EASY EDUCA |
EASY EDUCA: LE DOMANDE DEI GENITORI

“Quanti di voi sono iscritti a Facebook?â€. Circa il 50% delle mani si alzano.
“Ma qual è l’età minima per iscriversi?†“boh†“18†“no, no, 15†.
“E quanti amici avete su Facebook?†“51†“123†“375â€
“ma li conoscete tutti?†“s솓più o menoâ€
“ma cos’è per voi un amico?†“una persona di cui ti fidi†“una persona che è sempre vicino†“uno che ti vuole bene e non ti tradirà maiâ€
Questa è una scena che si ripete spesso quando entriamo per la prima volta in una classe. Quello che sorprende è che siamo alla scuola primaria, in V. Infatti quest’anno lo staff di Easy ha deciso di abbassare ulteriormente l’età dei bambini che incontra, rivolgendosi prevalentemente alle V e alle I medie. Nonostante la giovane età , la maggior parte di loro era già in grado di iscriversi in autonomia a un social network o a servizi di instant messanging come messenger, di inserire foto e video. Molti genitori che si sono presentati agli incontri per genitori erano preoccupati dall’abilità dei loro figli e figlie e di non essere in grado di gestire i potenziali problemi che possono nascere da un uso inadeguato dei Nuovi Media.
La paura più grande è relativa alla possibilità che ragazzi/e possano conoscere persone online e perdere il controllo di ciò che fanno. In realtà , i nuovi media sono strumenti di relazione sociale che prevalentemente vengono utilizzati per mantenere le relazioni: restare in contatto con gli amici, come facevano ragazzi/e della nostra generazione che appena tornati da scuola si attaccavano al telefono, sentendosi minacciare “un giorno o l’altro ci metterò il lucchettoâ€. I nuovi media non sono, dunque, strumenti con cui ci si isola, a differenza della TV la cui fruizione è prevalentemente solitaria, individuale, ma servono invece per potenziare i contatti con persone che si conoscono nella realtà . Senza dimenticare che si fanno anche nuovi “amiciâ€. Ecco il perché della domanda iniziale ed ecco dove sta il ruolo del genitore: nel ricordare ai bambini e ragazzi di distinguere ciò che succede online dalle relazione “dal vivo†e nel mettere la propria esperienza al servizio dei figli. Da un punto di vista tecnico, infatti, non possiamo più di tanto essergli utili, ma da un punto di vista emotivo ed affettivo abbiamo il dovere di fargli sapere che ci siamo e che possono contare su di noi.
Le domande emerse nel corso degli incontri hanno rivelato l’esistenza di un digital divide (divario digitale) sia tecnico che culturale tra giovani ed adulti, che può rendere difficile la comunicazione: spesso l’adulto non sa cosa i ragazzi fanno online e come fare per intervenire: affidarsi a soluzioni tecniche può bastare? Cosa li spinge a trascorrere tanto tempo online? Spesso i ragazzi sono a casa soli, come fare? Allora come svolgere il ruolo di genitore? Per rispondere a queste domande un articolo non basta, se non l’avete ancora fatto scaricate la guida genitori. E buona lettura.



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